COMUNICATO STAMPA – Manifesti elettorali. Gandolfi (IdV) “Come candidato mi sono sempre rifiutato di farli. Si passi a cartelloni elettronici con immagini digitali.”

Pubblicato: 27 gennaio 2012 in Comunicati stampa, Notizie e politica
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COMUNICATO STAMPA

Manifesti elettorali
Gandolfi (Italia dei Valori): “Come candidato mi sono sempre rifiutato di farli per rispetto dell’intelligenza dei cittadini e del decoro urbano. Si passi a cartelloni elettronici con immagini digitali.”

Nelle varie campagne elettorali a cui mi è capitato di prendere parte come candidato mi sono sempre rifiutato di fare manifesti elettorali come forma di rispetto dell’intelligenza dei cittadini e del decoro urbano.”
È quanto afferma il capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi, entrando nel vivo del dibattito sulle multe accumulate dai vari partiti per le affissioni abusive durante le campagne elettorali.
Si tratta di una questione di principio, di metodo e di contenuti. – spiega GandolfiUna questione di principio: quei manifesti con faccioni sorridenti e brevi slogan ad effetto ma senza nessun vero contenuto sono un’offesa all’intelligenza dei cittadini. Una questione di metodo: l’attacchinaggio a Milano spesso sfocia in una vera e propria lotta incivile di chi ne mette di più, uno sopra l’altro, staccando quelli degli avversari, col risultato di cumuli di carta che deturpano la nostra città. Mi sono sempre rifiutato di entrare in questa logica perversa e quando ho attaccato i manifesti del partito ho sempre avuto la cura di affiggerli solo nello spazio assegnato.
C’è poi un altro aspetto per nulla marginale: – aggiunge Gandolfiil buon amministratore si vede già da come fa la sua campagna elettorale: se spende poco e ottiene il risultato (essere eletto), allora sarà anche in grado di amministrare al meglio i soldi pubblici. Viceversa, se penda e spande i suoi soldi, figuriamoci cosa farà con quelli pubblici. Se invece ha la campagna elettorale pagata da un cosiddetto “sponsor” allora diffidate, perché una volta eletto risponderà agli interessi, più o meno legittimi, di chi gli ha pagato la campagna elettorale, prima che pensare a quelli dei cittadini. E quello che vale per il singolo candidato, vale ancora di più per i partiti.
L’ultima è una questione squisitamente legata ai contenuti: – continua Gandolfi –  quasi superfluo rilevare che i manifesti elettorali sparsi qua e la per la città sono assolutamente privi di qualsiasi contenuto. Perché metterli? Quale messaggio politico danno? Assolutamente nessuno. Molto meglio una campagna elettorale in cui ci si confronta con la gente nei mercati e per strada, scambiando idee e opinioni. È il modo migliore in cui qualsiasi candidato può far capire il proprio pensiero e le ragioni per cui i cittadini dovrebbero dare la preferenza a lui e non ad un altro.”
Conclude poi Gandolfi: “Se proprio, nonostante tutto ciò, c’è ancora qualcuno che ritiene necessario fare dei manifesti elettorali, allora mi permetto di suggerire che nell’era moderna si può anche pensare a dei cartelloni elettronici in cui le immagini digitali (senza sprecare cumuli di carta) compaiono a rotazione e in cui ciascun partito ha uno spazio predefinito in cui fare alternare i faccioni sorridenti dei suoi candidati, senza le incivili battaglie di colla e carta a cui siamo stati purtroppo abituati in questi anni e al periodico scandalo delle maximulte non pagate dai partiti e poi sanate dagli stessi in Parlamento.”

Milano, 27 gennaio 2012
Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano

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