Regionali 2013. Gandolfi (IdV) “Diritti Civili LGBT, Stop OmoTransFobia e basta discriminazioni”

Pubblicato: 17 febbraio 2013 in Notizie e politica
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Gandolfi_320_5_glbtIl tema dei diritti delle persone omosessuali è ancora al centro dell’attualità politica. È di qualche giorno fa la notizia che l’Assemblea Nazionale francese ha approvato con 329 voti a favore e 229 contrari la Legge sulle nozze e l’adozione di figli alle coppie gay. Qualche settimana prima, ai primi di febbraio, in Inghilterra la Camera dei Comuni aveva approvato con 400 voti favorevoli e 175 contrari la proposta di legge del premier Cameron denominata “Marrige Bill” che prevede la legalizzazione delle nozze gay in Gran Bretagna a partire dal 2014 lasciando libertà di scelta alle singole confessioni se autorizzare le celebrazioni nei loro luoghi di culto.

Mentre gli altri paesi europei compiono continui passi in avanti nella direzione di pieni Diritti Civili LGBT, l’Italia, ancora ilga-europe-rainbow-map-2012una volta, rischia di rimanere indietro (vedi la mappa della situazione europea sulla Rainbow Europe Map predisposta da ILGA-Europe).

Un paese che vuole ritenersi democratico e civile non può perpetrare ancora assurde e anacronistiche discriminazioni basate sull’orientamento sessuale delle persone. Lo Stato deve essere imparziale con i suoi cittadini e garantire il principio di eguaglianza.

Sia chiaro, non stiamo parlando di meri riconoscimenti formali o simbolici, ma di garantire uguali Diritti Civili a tutti i cittadini su una molteplicità di aspetti: non solo il riconoscimento pubblico della dignità dell’affettività, ma anche un regime patrimoniale di coppia concordato, eredità, previdenza sociale e reversibilità della pensione, tutele e garanzie per il partner debole in caso di separazione, permesso di soggiorno per il partner extracomunitario, parità con le altre coppie nelle graduatorie occupazionali e nei concorsi pubblici, diritti sul lavoro come congedi lavorativi, costituzione di imprese familiari, assistenza ospedaliera e penitenziaria; agli aspetti patrimoniali si aggiungono poi quelle decisioni relative alla salute in caso di incapacità, successione nel contratto d’affitto e diritto di permanenza dell’abitazione comune nel caso di morte del partner contraente, sconti famiglia e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

La politica ha un dovere prima di tutto etico e morale nel far compiere questo importante passo legislativo al paese. Se su questo tema fino ad ora dal Parlamento italiano sono giunte solo grosse delusioni e frustrazioni, il prossimo Consiglio Regionale della Lombardia può essere da stimolo per compiere un passo in avanti attraverso l’introduzione di misure che consentano di superare le discriminazioni ancora in essere.

I cambiamenti possono partire anche dal basso. Lo ha dimostrato il Comune di Milano con l’introduzione del Registro delle unioni civili che consente di garantire parità di accesso a servizi e fondi anche alle coppie omosessuali. La Regione Lombardia può incidere in modo significativo. Sarà non solo utile, ma necessario costruire un percorso partecipato per costruire insieme a tutte le associazione che si occupano delle problematiche dell’universo LGBT una Legge regionale che vada ad incidere sui vari aspetti di cui la materia è composta.

Altrettanto importante sarà colmare quella grave lacuna, quel buco legislativo che è la mancanza di una Legge contro l’OmoTransFobia. Una legge che è compito del Parlamento fare, ma su cui la Regione Lombardia può essere da stimolo a cominciare dall’adesione alla rete READY delle amministrazioni contro le discriminazioni, proseguendo poi con l’introduzione di una Legge regionale anti-discriminazione e il relativo adeguamento dello Statuto regionale attraverso una revisione dello stesso.

Se l’Italia fa fatica a fare i necessari passi in avanti, la Regione Lombardia può essere un traino positivo per riportare il nostro Paese in Europa e tra i paesi che possono a pieno titolo definirsi delle moderne democrazie mature e civili, capaci di dimostrare con fermezza la dignità di uno Stato libero da interferenze e in cui la sovranità spetta al popolo e a nessun altro. Se la politica vuole riconquistarsi il rispetto dei cittadini lo può fare solo ricominciando a rivendicare battaglie di civiltà come questa.

Luca Gandolfi, candidato alle regionali con Italia dei Valori per Ambrosoli Presidente

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La PLAYLIST di Gandolfi su Diritti Civili LGBT e stop omotransfobia:

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