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IMG_6112Nella serata di giovedì 21 aprile Luca Gandolfi – già capogruppo di Italia dei Valori in Consiglio Provinciale di Milano, ma anche ex consigliere di Zona 5 per un decennio – ha partecipato alla fiaccolata lungo le strade del quartiere Gratosoglio.

In questi anni il Gratosoglio Nord ha visto una importante riqualificazione attraverso il Contratto di Quartiere che ha portato a un recupero manutentivo atteso da anni. Ma, come dicevo fin da quando ero ancora consigliere di Zona 5 all’inizio dei lavori del CQ, non si può lasciare la parte Sud senza un intervento di analoga portata. È dovere politico e morale delle istituzioni aprire ora una seconda fase, un secondo Contratto di Quartiere, o comunque lo si voglia denominare, che vedaIMG_6103 un intervento anche su questa ulteriore porzione di territorio. Parliamo di interventi sui circa 50 stabili rimasti esclusi dal Contratto di Quartiere, dell’annoso problema della sistemazione delle strade, il risanamento dall’amianto, il risanamento di via Baroni come da progetto. Ulteriore punto che merita l’attenzione è la questione della minaccia di mobilità per quegli inquilini che non vogliono o non possono acquistare la loro abitazione. Per queste ragioni ho voluto manifestare la mia vicinanza ai cittadini del Gratosoglio e ho partecipato alla fiaccolata organizzata dal Sunia, dal Comitato di Quartiere e dallo SPI. Anche gli abitanti del Gratosoglio Sud meritano l’attenzione delle istituzioni.

Così ha dichiarato Luca Gandolfi, già capogruppo di Italia dei Valori in Consiglio Provinciale di Milano e candidato in consiglio comunale con Italia dei Valori.

Milano, 21 aprile 2016

Luca Gandolfi

Video della fiaccolata

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COMUNICATO STAMPA

 

Case popolari

Gandolfi (Italia dei Valori): Aler e Istituzioni si schierino concretamente contro il racket degli alloggi

Dati sempre più allarmanti quelli emersi dall’incontro in Regione Lombardia sul “Bisogno abitativo”.

Ha dichiarato il capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi.

Se alcuni giorni fa – prosegue Gandolfi – a lanciare l’allarme erano stati Sunia e Sicet, oggi si aggiungono le dichiarazioni del presidente di Aler Milano, Loris Zaffra, che ha parlato di 30.000 persone in lista di attesa per un alloggio popolare, delle quali oltre 20.000 solo a Milano. Zaffra ha anche confermato di aver ricevuto segnalazioni da parte di inquilini sul fenomeno di racket soprattutto ad opera di clan che occupano con violenza e poi subaffittano. Dati confermati dagli episodi di violenza delle ultime settimane.”

“Servono controlli e soprattutto – sottolinea con decisione Gandolfi – una mano ferma per garantire la sicurezza di chi abita, con diritto, quegli alloggi e, allo stesso tempo, per garantire trasparenza e rapidità nelle future assegnazioni.”

“Si fa sempre più forte  – continua Gandolfi – la necessità che Aler e istituzioni si schierino in maniera concreta e pratica contro il racket mettendo in atto tutte quelle soluzioni in grado di prevenire e di soffocare questo fenomeno. C’è una domanda crescente di case da parte di chi non ha le possibilità economiche di rivolgersi al mercato privato e neppure a quello dell’edilizia convenzionata. Un bisogno che è sempre maggiore in un periodo di crisi economica che non trova soluzione né a Milano né nei comuni limitrofi. Il problema del diritto alla casa è una cosa seria su cui è da irresponsabili alzare muri ideologici e pregiudiziali. Viviamo più che in altri momenti una situazione di forte crisi dove i nuovi poveri sono cittadini milanesi, pensionati con redditi minimi, giovani coppie precarie che si trovano a dover lottare da una parte con un mercato immobiliare privato che per molti è inarrivabile e dall’altra con le istituzioni, spesso troppo miopi.”

Conclude poi Gandolfi: “La politica non può sempre inseguire le emergenze. La politica ha il dovere di governare e questo implica che quando si pone con evidenza una situazione di forte bisogno abitativo per le fasce economicamente deboli bisogna dare una risposta concreta. E l’unica risposta concreta è quella di costruire nuovi alloggi da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica: non più in quartieri ghetto, ma all’interno dei nuovi quartieri residenziali in cui ci sia, oltre a uno quota di edilizia convenzionata, anche una parte da destinare all’ERP, così come IdV aveva proposto con una mozione in Consiglio Provinciale.”

Milano, 21 novembre 2011

Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano

COMUNICATO STAMPA

 

Edilizia Residenziale Pubblica

Gandolfi (Italia dei Valori): I dati Sunia e Sicet sono allarmanti. La politica dia una risposta concreta adottando la proposta di IdV.

Sono dati a dir poco allarmanti quelli presentati da Sunia e Sicet in merito alle graduatorie dell’Edilizia Residenziale Pubblica.”

E’ il commento del capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi.

“Si parla – spiega Gandolfi – di 23.000 famiglie in graduatoria per le case popolari e di una domanda invece reale di 32.000. Nove sfratti su dieci sono per morosità, il più delle volte dovuta a una mancanza di adeguamento tra canoni di affitto e stipendi. A tutto ciò la politica non può non dare risposte concrete.”

“C’è una domanda crescente di case – continua Gandolfi –  da parte di chi non ha le possibilità economiche di rivolgersi al mercato privato e neppure a quello dell’edilizia convenzionata. Un bisogno che è sempre maggiore in un periodo di crisi economica che non trova soluzione né a Milano né nei comuni limitrofi. Il problema del diritto alla casa è una cosa seria su cui è da irresponsabili alzare muri ideologici e pregiudiziali.”

“Nel 2010 – ricorda Gandolfi – abbiamo presentato una mozione in Consiglio Provinciale che proponeva ai Comuni del territorio della Provincia di Milano di destinare una quota percentuale all’Edilizia Residenziale Pubblica nei quartieri e negli stabili di nuova edificazione. Mozione che la maggioranza di centrodestra ha respinto senza dare particolari spiegazioni. Ricordo però con piacere che il consigliere Mardegan in quell’occasione votò in modo difforme dal suo gruppo, astenendosi.

La situazione, purtroppo, a causa della crisi economica dilagante (che qualcuno si è ostinato a negare) sta peggiorando e il divario tra il basso numero delle assegnazioni (circa un migliaio) e le domande di ERP (23mila) porta con sé il fenomeno delle occupazioni abusive che in alcuni casi degenerano nella violenza, come nei giorni scorsi.”

Conclude poi Gandolfi: “Viviamo più che in altri momenti una situazione di forte crisi dove i nuovi poveri sono cittadini milanesi, pensionati con redditi minimi, giovani coppie precarie che si trovano a dover lottare da una parte con un mercato immobiliare privato che per molti è inarrivabile e dall’altra con le istituzioni, spesso troppo miopi. La politica non può sempre inseguire le emergenze. La politica ha il dovere di governare e questo implica che quando si pone con evidenza una situazione di forte bisogno abitativo per le fasce economicamente deboli bisogna dare una risposta concreta. E l’unica risposta concreta è quella di costruire nuovi alloggi da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica: non più in quartieri ghetto, ma all’interno dei nuovi quartieri residenziali in cui ci sia, oltre a uno quota di edilizia convenzionata, anche una parte da destinare all’ERP.

Milano, 15 novembre 2011

Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano

COMUNICATO STAMPA

 

Occupazioni abusive e E.R.P.

Gandolfi (Italia dei Valori): Nella realtà non è così facile distinguere tra occupazioni di necessità e malavita. Enorme il divario fra domanda e offerta di E.R.P. Una proposta di IDV per far ripartire l’Edilizia Residenziale Pubblica.

La teoria è affascinante, ma la realtà è ben altra cosa: non è così facile distinguere le occupazioni abusive per necessità da quelle legate alla criminalità.

E’ quanto afferma il consigliere di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi (*), con riferimento alle affermazioni dell’assessore alla Casa del Comune di Milano, Lucia Castellano.

Potrei portare molti esempi – aggiunge Gandolfi –, ne menzionerò uno che risale a quando ero consigliere di Zona 5 ed ero andato a casa di una signora che abitava al quartiere Stadera. La signora viveva con il figlio ed essendo senza lavoro con un figlio minore a carico era riconducibile a una situazione di necessità economica. Il marito era in carcere e il figlio, tossico, spacciava nel quartiere per potersi permettere la dose quotidiana. Mi domando come classificherebbe l’assessore questo caso: di necessità o di criminalità? Le teorie sono una bella cosa, ma bisogna fare i conti con la realtà che è molto più complessa ed articolata.

Il problema è – continua Gandolfiche c’è un evidente divario fra le domande di alloggi popolari (numeri destinati ad aumentare vista la crisi economica) e il numero di alloggi che si possono assegnare. Da troppo tempo a Milano (e anche nei Comuni della Provincia) non si costruiscono nuovi alloggi da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica, l’unica in grado di rispondere alle esigenze delle famiglie più bisognose che non possono permettersi neppure gli alloggi di edilizia convenzionata.

Prosegue Gandolfi: “Noi di Italia dei Valori non vogliamo però limitarci a fare un quadro del problema, che è già in tutta la sua evidenza sotto gli occhi di tutti (tranne di chi non li vuole vedere). In Consiglio Provinciale avevamo presentato una mozione in cui si proponeva “ai Comuni della Provincia di Milano di destinare una quota percentuale all’Edilizia Residenziale Pubblica nei quartieri e negli stabili di nuova edificazione, nelle forme e nei modi che i vari Comuni riterranno più opportuni”. La maggioranza di centrodestra che governa la Provincia ha respinto la mozione (vedi il Comunicato Stampa del 18 novembre 2010). Una proposta che però abbiamo ripreso e messo nero su bianco al paragrafo 7.2 del “Programma per il comune di Milano 2011-2016 dell’Italia dei Valori” in cui si dice:

 

7.2 – Edilizia residenziale pubblica: una casa per tutti

L’Italia dei Valori crede fermamente nel diritto alla casa per tutti. Una convinzione che ha come immediata conseguenza quella di sostenere politicamente la richiesta della creazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica in grado di rispondere alle esigenze delle liste di attesa di fatto ferme da anni.

Da decenni non vengono più costruite case destinate all’Edilizia Residenziale Pubblica, a fronte di una domanda sempre crescente e destinata ad aumentare vista la crisi economica a livello mondiale che ha colpito anche il nostro Paese. Stiamo parlando di una lista d’attesa per l’assegnazione degli alloggi che oscilla tra i 15.000 e i 20.000, a fronte di un numero di assegnazioni che si tiene su valori tra i 1.500 e i 2.000 alloggi. Un divario agghiacciante. Una situazione dovuta anche a un cospicuo numero di alloggi che non possono essere assegnati in quanto sotto standard e che rischiano di venire occupati abusivamente.

Proprio le occupazioni abusive sono figlie di questa ormai cronica incapacità del sistema, per come è impostato, di rispondere alle numerose richieste legittime in tempi ragionevoli. È indispensabile rompere questa situazione di stallo che non è in grado di rispondere alle esigenze di quella porzione di popolazione che più di ogni altra ha bisogno di aiuto

 

Le proposte dell’Italia dei Valori:

Nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica: al fine di riuscire a dare una risposta concreta alle crescenti richieste delle persone e delle famiglie che hanno bisogno di una casa e che non riescono ad affrontare i costi del mercato privato e neppure quello dell’edilizia convenzionata, l’Italia dei Valori propone che nei quartieri e negli stabili di nuova edificazione una parte dei nuovi alloggi venga destinata all’Edilizia Residenziale Pubblica attraverso una convenzione da stipulare con i privati.

[si prosegue poi con altre proposte inerenti l’E.R.P.]”

Conclude poi Gandolfi: “Pensiamo che sia finita l’epoca dei quartieri interamente dedicati all’edilizia residenziale pubblica. Bisogna pensare in modo nuovo alla città che stiamo governando, dando vita a quartieri che siano l’occasione per amalgamare le diverse fasce sociali di cui la città si compone. Non più quartieri popolari, ma nuovi quartieri al cui interno vi sia edilizia residenziale a prezzi di mercato, edilizia convenzionata e una parte di alloggi destinati all’edilizia residenziale pubblica. Sappiamo bene che non sarà semplice, ma siamo convinti che sia la strada giusta da seguire per rispondere alle esigenze delle fasce più bisognose che da troppo tempo attendono risposte concrete da chi governa. E quella che IDV ha messo nero su bianco nel suo programma è una proposta concreta. Vogliamo ricordare che il “Programma di IDV per Milano” quando è stato presentato ufficialmente il 15 aprile 2011 alla stampa, alla presenza di Giuliano Pisapia, era piaciuto molto a quello che ora è diventato il nostro Sindaco (vedi il video di Pisapia alla presentazione del programma). Saremo ben lieti se il Sindaco e la Giunta vorranno fare tesoro di alcune delle proposte che sono contenute nel programma di IDV, che va ad arricchire ed integrare quello della coalizione, che abbiamo sottoscritto con entusiasmo e convinzione.

Milano, 4 ottobre 2011

Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano

(*) Il consigliere provinciale interviene nel dibattito su problematiche cittadine in qualità di Responsabile del Laboratorio Politico IDV di Milano città del Direttivo cittadino guidato dal dimissionario Giulio Cavalli (ora il partito cittadino è commissariato in attesa di un nuovo Congresso cittadino) ha coordinato il gruppo di persone che hanno predisposto il “Programma IDV per il Comune di Milano”, partecipando attivamente alla stesura dello stesso.

Ha inoltre preso parte in rappresentanza di IDV al tavolo dei partiti della coalizione per Pisapia Sindaco in cui si lavorava per arrivare alla versione definitiva del Programma della coalizione.

Video 1 – Tacchini lasci Presidenza commissione Pari Opportunità – Transfobia esiste

Video 2 – Mozione contro sfratti a Sporting Mirasole di Noverasco a Opera (M/85/2010) – Gandolfi relatore

Video 3 – Mozione su liste parallele edilizia pubblica