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Gli italiani hanno scelto e mi auguro che il messaggio politico non sia frainteso come accade spesso.

Abbiamo scelto di non farci abbindolare dai tanti specchietti per le allodole posti ad arte nella riforma.

Gli italiani non sono contrari al cambiamento, sono semplicemente contrari a questa formula di cambiamento. I cittadini vogliono essere sempre più protagonisti della politica, della scelta di chi li rappresenta nelle istituzioni ed anche del decision making.

Questa riforma non rispondeva a queste semplici indicazioni che da anni sono chiare, ma che nei palazzi evidentemente sono difficili da comprendere o da digerire.

Ora torniamo alla democrazia, quella in cui i cittadini scelgono tra diverse opzioni di progetti politici e tra chi viene scelto (dai cittadini) per attuarli.

Buona democrazia e buona politica a tutti.

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regionali_calabria_1_urne_ansaAlle regionali in Emilia vota solo il 37,7% degli aventi diritto ma per Renzi è solo “un fatto secondario”. Vi stupite? Io no. Anzi direi che è ovvio che per uno che governa il Paese senza essere passato da elezioni politiche il voto è un aspetto secondario. E nel caso vi fosse qualcuno debole di memoria, ricordo che le primarie di coalizione per scegliere chi doveva essere il candidato premier le ha vinte Bersani e Renzi le ha perse. Ormai è chiaro: per Renzi le votazioni sono “un fatto secondario”. Curioso, per non dire grottesco, che sia il Segretario di un partito che porta nel suo nome il termine “Democratico”. Per dirla alla Di Pietro: ma che c’azzecca?

Mi domando quale legittimazione politica a governare possa avere un Presidente di Regione che in un sistema di democrazia rappresentativa ha vinto delle elezioni in cui sono andati a votare meno del 40% degli aventi diritto. In Italia, in base a quanto stabilito dall’Art. 75 della Costituzione, se in una tornata referendaria non vota almeno il 50% + 1 degli aventi diritto il risultato del referendum non è valido. A maggior ragione dovrebbe valere per le elezioni dei rappresentanti del popolo sovrano nelle istituzioni. A qualsiasi livello. Altrimenti che democrazia rappresentativa è?

Luca Gandolfi