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COMUNICATO STAMPA

 

Peppino Impastato

Gandolfi (Italia dei Valori): “Mozione approvata nel 2009 non rimanga lettera morta

 

eppino-impastato“La notte tra l’8 e il 9 maggio 1978 Peppino Impastato viene ucciso dalla mafia. A 35 anni dalla sua morte i valori e le battaglie che ha portato avanti sono più che mai attuali. Come cittadini e come istituzioni abbiamo il dovere di ricordare un uomo, che per quanto fatto durante la sua vita, è diventato simbolo di libertà e giustizia”.

È quanto dichiarato dal capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi durante la Commissione Antimafia che si è tenuta questo pomeriggio a Palazzo Isimbardi.

“Oggi più che mai ritengo utile e necessario porre l’attenzione su un impegno che il Consiglio Provinciale ha assunto il 5 novembre 2009, ormai più di tre anni fa, approvando a larga maggioranza una mozione su iniziative da adottare per ricordare la figura di Peppino Impastato, proposta dal gruppo dell’Italia dei Valori. In particolare – continua Gandolfi – nella mozione si chiedeva al Presidente Podestà e alla sua Giunta di intitolare uno spazio pubblico alla memoria di Peppino Impastato e di avviare, in collaborazione con i Comuni e gli istituti scolastici del territorio provinciale, un percorso di approfondimento sui temi della legalità e della lotta alla mafia, partendo dagli esempi concreti di chi ha pagato con la vita, come Peppino Impastato. Ad oggi, quelle volontà politiche espresse dal Consiglio sono ancora solo sulla carta.”

Conclude Gandolfi: “Chiedo formalmente al presidente di Commissione Antimafia provinciale, Massimo Turci, di attivarsi affinché la volontà espressa nel 2009 dal Consiglio Provinciale possa trovare attuazione concreta il prima possibile. È necessario trasmettere una cultura dell’antimafia, e le istituzioni hanno il dovere politico e morale di dare l’esempio attraverso atti e comportamenti concreti.”

Milano, 9 maggio 2013

Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano

 

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COMUNICATO STAMPA

 

Peppino Impastato

Gandolfi (Italia dei Valori): A 34 anni dalla morte le istituzioni facciano atti concreti

 

La notte tra l’8 e il 9 maggio 1978 Peppino Impastato viene ucciso dalla mafia. A 34 anni dalla sua morte i valori e le battaglie che ha portato avanti sono più che mai attuali.

È quanto dichiarato dal capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi.

Peppino Impastato – continua Gandolfi – con il suo percorso di vita, prima come cittadino poi come politico, ci ha lasciato in eredità un esempio di lotta alla criminalità mafiosa che merita di essere ricordato. Una lotta che è ancora terribilmente attuale. Purtroppo in questi anni le cose non sono cambiate come avrebbero dovuto: la mafia ha in parte dismesso gli abiti di sangue per indossare quelli dell’imprenditore o del politico di turno. Le istituzioni hanno il dovere politico e morale di scendere in campo ed essere protagoniste in questa battaglia, non solo nelle parole ma soprattutto con azioni e fatti concreti. Ci chiediamo, a questo proposito, che fine abbiano fatto le iniziative in memoria di Peppino Impastato che avrebbero dovuto avere attuazione come diretta conseguenza dell’approvazione all’unanimità in Consiglio Provinciale della mozione proposta dall’Italia dei Valori? A ormai più di due anni di distanza da quel 5 novembre 2009 siamo ancora in attesa che la volontà del Consiglio venga attuata. In particolare nella mozione si chiedeva al Presidente Podestà e alla sua Giunta di intitolare uno spazio pubblico alla memoria di Peppino Impastato e di avviare, in collaborazione con i Comuni e gli istituti scolastici del territorio provinciale, un percorso di approfondimento sui temi della legalità e della lotta alla mafia, partendo dagli esempi concreti di chi ha pagato con la vita, come Peppino Impastato. La sua storia rappresenta un grande esempio di giustizia e moralità che dovrebbe diventare patrimonio condiviso di tutti, indipendentemente dall’appartenenza territoriale o politica.

Conclude poi Gandolfi: “Chiedevamo poche e semplici cose. Sarebbe ora che le buone intenzioni manifestate con volontà politica unanime dal Consiglio Provinciale venissero finalmente poste in essere dalla Giunta diventando azioni concrete. Potrebbe rappresentare un segnale importante da dare nell’ottica della lotta alle mafie. Non bastano gli slogan, servono atti concreti e visibili. È necessario trasmettere una cultura dell’antimafia, cultura che in primis deve partire dalle istituzioni.”

 

Milano, 8 maggio 2012

Gruppo Italia dei Valori del Consiglio Provinciale di Milano

COMUNICATO STAMPA

Peppino Impastato
Gandolfi (Italia dei Valori): “La mozione IdV approvata all’unanimità dal Consiglio Provinciale il 5 novembre 2009 attende ancora di essere realizzata dalla Giunta Podestà.”

Che fine hanno fatto le iniziative in memoria di Peppino Impastato decise con l’approvazione all’unanimità in Consiglio Provinciale della mozione proposta dall’Italia dei Valori? A ormai più di due anni di distanza da quel 5 novembre 2009 siamo ancora in attesa che la volontà del Consiglio venga attuata.”
È quanto afferma il capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi.
È bene ricordare – aggiunge Gandolfi –  che si è giunti all’approvazione di quella mozione presentata dal gruppo dell’Italia dei Valori solo dopo un lungo ed estenuante lavoro di ricerca di condivisione. L’accordo fu trovato e comportò alcune modifiche al testo originario. Il risultato finale fu di rilievo, con il Consiglio Provinciale unito nell’esprimere una chiara volontà politica a cui l’Amministrazione non può continuare a sottrarsi ancora a lungo. In particolare nella mozione si chiedeva al Presidente Podestà e alla sua Giunta di intitolare uno spazio pubblico alla memoria di Peppino Impastato e di avviare, in collaborazione con i Comuni e gli istituti scolastici del territorio provinciale, un percorso di approfondimento sui temi della legalità e della lotta alla mafia, partendo dagli esempi concreti di chi ha pagato con la vita, come Peppino Impastato, che a soli 30 anni fu ucciso dalla mafia nella notte del 9 maggio 1978 a Cinisi, in provincia di Palermo.”
Conclude poi Gandolfi: “La storia di Peppino Impastato rappresenta un grande esempio di giustizia e moralità che dovrebbe diventare patrimonio condiviso di tutti, indipendentemente dall’appartenenza territoriale o politica. Chiedievamo poche e semplici cose. Sarebbe ora che le buone intenzioni del Consiglio venissero poste in essere dalla Giunta diventando azioni concrete. Sono più di due anni che attendiamo che ciò avvenga. Potrebbe rappresentare un segnale importante da dare nell’ottica della lotta alle mafie, visti anche i recenti episodi di intimidazione che hanno colpito proprio i familiari di Impastato con l’incenndio avvenuto l’8 dicembre scorso della loro pizzeria, che negli anni era diventata un simbolo e un ritrovo per chi combatte la mafia.

Milano, 5 gennaio 2012
Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano

Video 1 – Peppino Impastato – Luci Led – Diritti degli Animali e vicenda prof. di liceo che uccide un coniglio a martellate in classe – scomparsa di Raffaele De Grada