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Gandolfi_320_5_glbtIl tema dei diritti delle persone omosessuali è ancora al centro dell’attualità politica. È di qualche giorno fa la notizia che l’Assemblea Nazionale francese ha approvato con 329 voti a favore e 229 contrari la Legge sulle nozze e l’adozione di figli alle coppie gay. Qualche settimana prima, ai primi di febbraio, in Inghilterra la Camera dei Comuni aveva approvato con 400 voti favorevoli e 175 contrari la proposta di legge del premier Cameron denominata “Marrige Bill” che prevede la legalizzazione delle nozze gay in Gran Bretagna a partire dal 2014 lasciando libertà di scelta alle singole confessioni se autorizzare le celebrazioni nei loro luoghi di culto.

Mentre gli altri paesi europei compiono continui passi in avanti nella direzione di pieni Diritti Civili LGBT, l’Italia, ancora ilga-europe-rainbow-map-2012una volta, rischia di rimanere indietro (vedi la mappa della situazione europea sulla Rainbow Europe Map predisposta da ILGA-Europe).

Un paese che vuole ritenersi democratico e civile non può perpetrare ancora assurde e anacronistiche discriminazioni basate sull’orientamento sessuale delle persone. Lo Stato deve essere imparziale con i suoi cittadini e garantire il principio di eguaglianza.

Sia chiaro, non stiamo parlando di meri riconoscimenti formali o simbolici, ma di garantire uguali Diritti Civili a tutti i cittadini su una molteplicità di aspetti: non solo il riconoscimento pubblico della dignità dell’affettività, ma anche un regime patrimoniale di coppia concordato, eredità, previdenza sociale e reversibilità della pensione, tutele e garanzie per il partner debole in caso di separazione, permesso di soggiorno per il partner extracomunitario, parità con le altre coppie nelle graduatorie occupazionali e nei concorsi pubblici, diritti sul lavoro come congedi lavorativi, costituzione di imprese familiari, assistenza ospedaliera e penitenziaria; agli aspetti patrimoniali si aggiungono poi quelle decisioni relative alla salute in caso di incapacità, successione nel contratto d’affitto e diritto di permanenza dell’abitazione comune nel caso di morte del partner contraente, sconti famiglia e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

La politica ha un dovere prima di tutto etico e morale nel far compiere questo importante passo legislativo al paese. Se su questo tema fino ad ora dal Parlamento italiano sono giunte solo grosse delusioni e frustrazioni, il prossimo Consiglio Regionale della Lombardia può essere da stimolo per compiere un passo in avanti attraverso l’introduzione di misure che consentano di superare le discriminazioni ancora in essere.

I cambiamenti possono partire anche dal basso. Lo ha dimostrato il Comune di Milano con l’introduzione del Registro delle unioni civili che consente di garantire parità di accesso a servizi e fondi anche alle coppie omosessuali. La Regione Lombardia può incidere in modo significativo. Sarà non solo utile, ma necessario costruire un percorso partecipato per costruire insieme a tutte le associazione che si occupano delle problematiche dell’universo LGBT una Legge regionale che vada ad incidere sui vari aspetti di cui la materia è composta.

Altrettanto importante sarà colmare quella grave lacuna, quel buco legislativo che è la mancanza di una Legge contro l’OmoTransFobia. Una legge che è compito del Parlamento fare, ma su cui la Regione Lombardia può essere da stimolo a cominciare dall’adesione alla rete READY delle amministrazioni contro le discriminazioni, proseguendo poi con l’introduzione di una Legge regionale anti-discriminazione e il relativo adeguamento dello Statuto regionale attraverso una revisione dello stesso.

Se l’Italia fa fatica a fare i necessari passi in avanti, la Regione Lombardia può essere un traino positivo per riportare il nostro Paese in Europa e tra i paesi che possono a pieno titolo definirsi delle moderne democrazie mature e civili, capaci di dimostrare con fermezza la dignità di uno Stato libero da interferenze e in cui la sovranità spetta al popolo e a nessun altro. Se la politica vuole riconquistarsi il rispetto dei cittadini lo può fare solo ricominciando a rivendicare battaglie di civiltà come questa.

Luca Gandolfi, candidato alle regionali con Italia dei Valori per Ambrosoli Presidente

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La PLAYLIST di Gandolfi su Diritti Civili LGBT e stop omotransfobia:

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Regionali 2013

Edilizia scolastica. Gandolfi (IdV) “Garantire standard di sicurezza, incrementare efficienza energetica e uso nuove tecnologie

 

Gandolfi_idv-amb_320x320La Regione Lombardia dovrà prestare la massima attenzione agli interventi strutturali necessari e urgenti negli edifici scolastici.

Sarà opportuno che la Giunta e il Consiglio regionale si riapproprino del ruolo di programmazione, coordinamento e controllo attualmente delegato a Infrastrutture Lombarde, alla quale si potrà eventualmente lasciare una funzione esecutiva per evitare inutili dispersioni di risorse.

Dopo aver fatto una attenta analisi della situazione relativa alle condizioni degli edifici scolastici, andrà programmato un Piano Pluriennale di Intervento sulle strutture esistenti per garantirne non solo gli standard di sicurezza, ma anche per incrementarne l’efficienza energetica.

Per quanto concerne le ristrutturazioni e le eventuali nuove costruzioni, particolare attenzione andrà posta a soluzioni progettuali che possano garantire un utilizzo efficiente e modulare degli spazi e alle forme più innovative della didattica, anche attraverso l’ausilio delle tecnologie informatiche e della rete (wi-fi, lezioni in video streaming, podcast, ecc.) che in moti casi si rivelano strumenti preziosi per la didattica rivolta a studenti con disabilità, ma non solo.

Le strutture scolastiche andranno concepite in modo da porre in essere soluzioni che rendano possibile un utilizzo delle stesse anche in orari extra-scolastici per attività sociali, culturali e sportive.

La progettazione dovrà avvenire in modo partecipato, cioè coinvolgendo i diretti interessati in modo da garantire strutture che riescano a rispondere alle reali esigenze didattiche in modo efficiente. La progettazione partecipata non deve essere vista come un passaggio formale a cui assolvere, ma come una reale risorsa per garantire la massima efficienza e funzionalità delle strutture realizzate e anche un modo per garantire un uso ottimale delle risorse economiche.

Luca Gandolfi, candidato con Italia dei Valori per Ambrosoli Presidente

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Regionali 2013.

Gandolfi (IdV) “Sviluppare la mobilità ciclabile, l’intermodalità dei trasporti e il turismo mtb

 

Gandolfi_4_ciclabileInvestire nella mobilità ciclabile è strategico per una regione come la Lombardia, per questo sarà non solo utile, ma indispensabile predisporre un Piano Regionale della Ciclabilità che, insieme ai Piani Provinciali, pianifichino e realizzino una rete organica di piste e percorsi ciclabili al fine di consentire un utilizzo quotidiano e in sicurezza del mezzo di trasporto più sano ed economico che ci sia. La mobilità ciclabile necessità però non solo di piste o corsie ciclabili, ma anche di una serie di servizi di bike sharing, oltre a strutture di servizio che ne rendano più agevole l’utilizzo, come parcheggi sicuri dislocati in vari punti del territorio ed in corrispondenza delle stazioni ferroviarie e delle fermate dei mezzi di trasporto pubblico locale in modo da sviluppare una intermodalità dei trasporti.

Sviluppare l’intermodalità dei trasporti è di importanza strategica per una mobilità sostenibile che offra valide alternative all’uso dell’auto, visto che le stazioni della rete regionale su ferro o della metropolitana hanno rilevanza sovracomunale.

Troppo spesso gli interventi nei comuni legati alla ciclabilità, per quando apprezzabili, sono risultati fini a se stessi, scollegati da una logica di rete, e soprattutto da una logica di intermodalità. La Regione, di concerto con gli enti locali, dovrebbe fare un censimento sistematico di quanto esistente per individuare eventuali carenze e criticità e stimolare con diverse modalità i comuni ad intervenire in modo coordinato e coerente con una visione d’insieme.

Il piano della mobilità ciclistica regionale fino ad ora si è concentrato sulle grandi direttrici extraurbane per finalità turistiche e 20120201lucaneve3_1ricreative, trascurando quasi del tutto gli interventi nei centri urbani: è fondamentale recuperare il tempo perso in questo senso e programmare fin da subito significativi interventi per promuovere l’utilizzo della bicicletta in ambito urbano, trasformando la bicicletta in un elemento fondamentale del trasporto delle nostre città, incrementando i servizi e le strutture ad essa dedicate.

Questo non vuol dire però accantonare la ciclabilità rivolta al turismo che anzi si è confermata in questi ultimi anni come un settore economico in forte sviluppo. Il turismo legato all’universo delle MTB e delle varie specialità di cui questa si compone (cross country, freeride, downhill) ha consentito un incremento del turismo sportivo nella stagione estiva in strutture ad esse dedicate come i bike park. Di pari passo vale la pena rilevare come nella nostra Regione siano presenti la maggior parte delle industrie legate al settore, le uniche che in questi anni di crisi economica hanno visto incrementare la loro produzione e le vendite.

Anche EXPO 2015 dovrà essere una preziosa occasione per favorire lo sviluppo della mobilità ciclabile. L’uso della bicicletta, sia per gli spostamenti quotidiani nei centri urbani sia per turismo, può costituire un volano per le industrie del settore e per il turismo lombardo, con il relativo indotto. In questo modo sarebbe possibile valorizzare l’immagine della Regione Lombardia in modo coerente con lo spirito di sostenibilità che Expo2015 dovrebbe portare avanti.

Luca Gandolfi, candidato con Italia dei Valori per Ambrosoli Presidente

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Gandolfi_idv-amb_320x320Luca Gandolfi, nato a Milano, laureato in Scienze Politiche con indirizzo politico sociale, attualmente capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio Provinciale di Milano e dal 1999 al 2009 consigliere di Zona 5.

 

Le ragioni politiche della mia candidatura sono molteplici. Prima fra tutte, la condivisione di un progetto che vede tra i suoi punti cardini termini come “cambiamento” e “trasparenza”, ma anche concetti come “pensare e agire nell’interesse esclusivo dei cittadini” che sono da sempre stati la linea guida del mio agire politico e la ragione stessa per cui ho iniziato a fare politica. Ho quindi ritenuto mio dovere politico e morale far parte della squadra che porta avanti la volontà di attuare una simile missione in un contesto come quello della Regione Lombardia rovinato dai tanti, troppi, scandali che hanno fatto perdere credibilità alla politica. È necessario voltare pagina e porre le basi per eliminare la corruzione, gli sprechi e i privilegi; per far ripartire l’economica e il lavoro; per una sanità che ponga in primo piano la salute del malato; per garantire le pari opportunità e combattere le discriminazioni; per affermare diritti civili e sociali; per garantire la massima trasparenza su come vengono usati i soldi pubblici.

La volontà di poter portare il mio umile, ma spero utile, contributo a questo progetto volto a cambiare il modo di fare politica in Consiglio Regionale, anche attraverso un sano e costante ricambio della classe politica, per ridare dignità e serietà all’istituzione e, al tempo stesso, rilanciare la Lombardia in quel ruolo di guida sia economica che morale che in altre epoche ha avuto per tutto il Paese.

Guardare avanti per costruire insieme un futuro migliore. Tornare finalmente a parlare di contenuti e di progetti politici ed adoperarsi per realizzarli è il cuore della politica stessa, quella con la “P” maiuscola, quella che un “romantico della politica” come il sottoscritto ama fare da sempre, mettendoci anima e corpo. Oltre a questo c’è la precisa volontà di dimostrare ai vertici nazionali dei nostri partiti che uniti si vince. Badate, non “uniti per vincere”, ma uniti per portare avanti un progetto politico condiviso, costruito dal basso attraverso la partecipazione dei cittadini e delle realtà positive attive sul nostro territorio.

Vincere le elezioni non è e non deve essere l’obiettivo finale, ma solo un primo passo necessario per poter essere posti nelle condizioni di lavorare per realizzare un progetto che può dare nuova linfa vitale non solo alla Lombardia, ma anche rappresentare un punto di partenza per rilanciare il nostro Paese e, al tempo stesso, ridare dignità alla Politica.

Per queste ragioni chiedo ai cittadini il loro voto di preferenza, per poter essere nell’istituzione regionale per compiere questa missione.

Luca Gandolfi, candidato con Italia dei Valori per Ambrosoli Presidente

N.B.: Ritengo opportuno precisare che sono da sempre contro i doppi incarichi, perché ritengo per che per fare le cose bene sia necessario farne una sola per volta, quindi in caso di elezione in Consiglio Regionale lascerei la Provincia con qualche mese di anticipo rispetto alla scadenza prevista, analogamente a quanto feci nel 2009 quando lasciai il Consiglio di Zona 5 dopo l’elezione in Provincia.

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20130209_Gandolfi_dibattitopubblico_1Intervento di Luca Gandolfi, candidato con Italia dei Valori per Ambrosoli presidente alle elezioni regionali della Lombardia del 24 e 25 febbraio 2013, nel dibattito pubblicoPer una nuova Lombardia con il Centro Sinistra” presso il Circolo Bertold Brecht il 9 febbraio 2013.

Con la partecipazione di:
Chiara Cremonesi – Sinistra Ecologia Libertà
Ferruccio Capelli – Partito Democratico
Lucia Castellano – Patto Civico con Ambrosoli Presidente
Luca Gandolfi – Italia dei Valor per Ambrosoli Presidente