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COMUNICATO STAMPA

 

Serravalle

Gandolfi (Italia dei Valori): Vendita non è una strada obbligata, ma scelta politica che non condividiamo. Garantire realizzazione opere in tempi certi.

Non comprendiamo come mai solo un paio di mesi fa questa aula abbia votato a grande maggioranza la delibera del concambio e oggi si cambia tutto. Solo perché è stato presentato un ricorso? Revocheremmo la maggior parte delle delibere approvate in Italia se dovessimo inseguire tutti i ricorsi presentati.

È quanto affermato dal capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi, durante la seduta del Consiglio Provinciale di oggi.

Non condividiamo l’affermazione del Presidente che definisce questa una “strada obbligata”. È una scelta politica e dopo aver sentito l’intervento del capogruppo del Pdl mi viene il forte dubbio che in realtà sia anche una scelta ideologica. – continua Gandolfi – Se è vero che la Provincia ha degli evidenti problemi economici, è altrettanto vero che nel Bilancio preventivo approvato a fine giugno si è fatto troppo affidamento su entrate economiche derivanti da improbabili alienazioni. Improbabili anche in virtù di quanto era avvenuto lo scorso anno con la vendita (non realizzata) dello stabile di Porta Vittoria. Errare è umano, perseverare è diabolico.

Conclude poi Gandolfi: “Vi è poi una questione per noi molto importante: la vendita della totalità di Serravalle non necessariamente garantisce che chi comprerà realizzerà tutte le opere previste. Stiamo parlando di infrastrutture fondamentali per il nostro territorio e che hanno anche una scadenza temporale ben precisa che si chiama Expo 2015. I nostri unici due emendamenti vanno in questa direzione: il primo, per evidenziare che si tratta di una scelta politica; l’altro, perché chi comprerà debba garantire la realizzazione delle opere.”

Milano, 25 settembre 2012

Gruppo Italia dei Valori del Consiglio Provinciale di Milano

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COMUNICATO STAMPA

 

SEA Serravalle

Gandolfi (Italia dei Valori): Le ragioni dell’astensione

 

Il gruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio Provinciale ha deciso di astenersi sulla delibera relativa al concambio di azioni di SEA s.p.a. e di Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A. tra la Provincia e il Comune di Milano. Una astensione che non è dovuta all’operazione in sé, che tutti speriamo si riveli utile ad entrambe gli enti attraverso una valorizzazione dei rispettivi pacchetti azionari, quanto piuttosto ad alcuni passaggi della delibera su quello che sarà l’utilizzo dei 45 milioni di euro che arriveranno nelle casse della Provincia.

È quanto affermato dal capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi, dopo la votazione tenutasi ieri in Consiglio Provinciale che ha visto l’approvazione della delibera con 37 favorevoli (PDL, LN, UDC, LP, PD), 2 contrari (SEL, PRC), 1 astenuto (IDV).

In aula molti consiglieri hanno definito questo scambio “utile e necessario”. – prosegue Gandolfi – Per quanto concerne il gruppo Italia dei Valori, anche noi ci auguriamo che questo scambio di azioni si riveli “utile” per entrambe gli enti attraverso la valorizzazione delle rispettive partecipazioni, magari anche con una futura vendita sul mercato di una parte delle azioni, avendo però cura di mantenere il controllo pubblico che è fondamentale visto che si parla di ambiti, come il sistema aeroportuale e quello delle infrastrutture, strategici per la vita e lo sviluppo di un territorio dal respiro sempre più metropolitano. Per quanto concerne invece il fatto che sia “necessario” ci preme sottolineare il perché lo sia diventato risalendo alle origini del problema, cioè alle origini stesse della crisi economica mondiale originata dal fallimento di alcune banche americane e dall’effetto domino su quelle europee, salvate dal sistema pubblico, al costo di enormi sacrifici da parte delle famiglie e di pesanti tagli che si sono a cascata scaricati sugli enti locali. In sintesi, le banche hanno da tempo perso di vista la loro mission originaria e hanno iniziato a creare moneta virtuale, dedicandosi più a speculazioni finanziarie piuttosto che ad aiutare il sistema dell’economia reale, le imprese, a crescere e svilupparsi. Speculazioni che evidentemente non hanno portato ai risultati attesi e sono anzi state fallimentari se il risultato è stato quello che l’Unione Europea ha dovuto elargire centinaia di miliardi per salvare le banche. Come pure hanno dovuto fare molti Governi nazionali, ra cui anche quello guidato da Monti nel decreto “salva Italia”. Il costo di questa immensa operazione economica lo pagano i cittadini, con l’aumento delle tasse da un lato, e la diminuzione dei servizi dovuta ai tagli continui e ripetuti a Regioni e Enti Locali.

Una volta fatta memoria del quadro generale – continua Gandolfi – in cui si inserisce questo concambio di azioni tra Provincia e Comune di Milano, vediamo di capire quale sia l’aspetto che non ci ha convinto. In base alle valutazioni fatte dai tre advisor designati dai due enti, alla Provincia di Milano spetta un conguaglio in denaro di 45 milioni di euro, che il Comune liquiderà ad ASAM. Una liquidità importante per ASAM, ma che – leggiamo nella delibera – “potrà essere impiegata per ripianare parte del debito che la società ha contratto sotto la precedente amministrazione”. Giusto pagare i debiti, ma di fatto la Provincia rischia di vedersi passare sotto il naso quei 45 milioni di euro su cui sarebbe legittimo anche poter fare delle valutazioni politiche di progettualità per il territorio di area vasta e non solo vederli transitare perché finiscano nelle casse delle banche. Quelle stesse banche che il sistema pubblico europeo e italiano hanno salvato senza ottenere nulla in cambio. Non solo le banche continuano a fare difficoltà a concedere il credito alle imprese, ingessando il sistema economico produttivo già in crisi; non solo non concedono prestiti alle famiglie in difficoltà economiche, difficoltà aumentate dopo che il sistema pubblico si è accollato il costo del salvataggio delle banche; ma neppure si è pensato di chiedere che venisse azzerato il debito che il sistema pubblico aveva negli anno contratto con le banche. Il pubblico, quindi i cittadini, cosa hanno avuto come contropartita rispetto al salvataggio delle banche? Nulla.

Conclude poi Gandolfi: “Ci siamo astenuti perché avremmo voluto poter discutere di come utilizzare quei 45 milioni di euro. Va bene portare a termine le infrastrutture già progettate e cantierizzate che da anni attendono di essere completate (TEEM, BreBeMi, Pedemontana), ma avremmo voluto vedere un respiro più ampio, magari con ragionamenti su investimenti rivolti a creare una rete di metropolitane che dalla città si irradiano nei territori dell’area vasta, quelli della futura Città Metropolitana. Avremmo voluto poter ragionare anche sulla mobilità ecosostenibile, su una rete di percorsi ciclabili da poter sviluppare. Invece tutto questo rimane bloccato nel cassetto dei sogni. Troppo poco. Ci asteniamo.”

 

Milano, 13 luglio 2012

Gruppo Italia dei Valori del Consiglio Provinciale di Milano

COMUNICATO STAMPA

 

SEA e Serravalle

Gandolfi (Italia dei Valori): La politica recuperi il suo ruolo e sia lei a porre le condizioni, nella massima trasparenza e con la partecipazione alle decisioni di tutte le forze politiche della coalizione.

La politica deve recuperare il suo ruolo: sia lei a porre le condizioni della vendita di SEA e Serravalle. Non può essere uno dei possibili acquirenti che decide come deve essere fatto il bando.

E’ quanto afferma il capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi, entrando nel vivo del dibattito sulla vendita di SEA e Serravalle con un unico bando, deciso dalla Giunta Pisapia dopo la riunione di ieri.

La Giunta Moratti – spiega Gandolfi – ha lasciato in eredità a Pisapia-Tabacci una patata bollente da spellare con le mani. Si rischia di bruciarsi, ma se si sa attendere con pazienza la temperatura si abbassa e diventa più facile sbucciarla. Fuori dalla metafora: la politica non si deve far mettere all’angolo dal timore (pur se reale) di sforare il Patto di Stabilità. E soprattutto la politica deve ritrovare una sua dignità, un suo orgoglio. Deve essere la politica a dettare le regole del gioco, a governare la situazione, per quanto difficile essa sia. Non può farsi imporre il prezzo (in saldo) e anche le condizioni di pagamento da uno dei potenziali acquirenti. Anche se due bandi per Serravalle sono andati deserti, nessuno può escludere a priori che la vendita insieme a SEA possa risvegliare gli interessi di qualche gruppo del settore che fino ad ora è rimasto a guardare. Ci vuole un po’ di coraggio.”

“È abbastanza ovvio che i due bandi siano andati deserti chiarisce Gandolfi –, se mentre sono in corso si annuncia che qualora vadano deserti saranno poste condizioni più convenienti per chi compra. È un po’ come se un negoziante mettesse in vetrina una merce in saldo al 30%, ma vicino ci scrive che tra una settimana lo sconto sarà del 50%, aggiungendo che tra due settimane oltre allo sconto del 50% ci sarà insieme anche un grosso regalo che vale di più dell’oggetto in vetrina. Ovvio che nessuno la compra e aspetta che ci sia il massimo sconto col pacco in regalo!

Conclude poi Gandolfi: “La trasparenza deve essere massima. E tutte le forze politiche della coalizione che sostengono Pisapia devono essere coinvolte nelle decisioni, anche quelle che sono (per ora) rimaste fuori dalla Giunta.

Milano, 1 novembre 2011

Gruppo consigliare Italia dei Valori Provincia di Milano

Video 1 – Interrogazione, ciclabilità, Expo – (Art.83)

Video 2 – Delibera su autorizzazione a Serravalle S.p.A. per aumento di capitale in sue partecipate (Del. 51/2010)